Umberto Curi – Recensione “Cast away” di Robert Zemeckis

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“Cast away” di Robert Zemeckis

Umberto Curi

 Raccontando il mito di Prometeo, ne “Le opere e i giorni” Esiodo riferisce anche un episodio destinato a restare famoso. Per punire il Titano ribelle del furto sacrilego del fuoco, Zeus avrebbe inviato sulla terra la prima donna – Pandora – con un grande orcio, al cui interno erano contenuti tutti i mali del mondo. Per l’imprevidenza dello stolto Epimeteo, il coperchio dell’orcio viene rimosso, di modo che sulla terra si diffondono disgrazie e calamità innumerevoli: fame, miseria, malattia, ignoranza, vecchiaia, schiavitù. Sul fondo del pythos recato da Pandora resta soltanto una cosa, apparentemente insignificante rispetto all’importanza dei mali e dei lutti che affliggono l’umanità. Eppure elpis, la speranza, è l’unico antidoto capace di rendere gli uomini capaci di affrontare tutte le sventure, senza soccombere di fronte ad esse.

“Cast away” può essere considerato una vera e propria illustrazione di questo assunto, una ripresa – aggiornata nella forma espressiva, ma identica nel contenuto e nella “morale” – del mythos raccontato da Esiodo. Aperto da un simbolo (le due ali che sormontano l’ingresso della fattoria dalla quale parte il primo pacco), che poi puntualmente ritroviamo nello snodo centrale della vicenda, quando la risacca conduce sulla spiaggia dell’isolotto deserto un pacco recante lo stesso simbolo, spedito dalla stessa persona, e che ritorna emblematicamente a suggellare la storia di Chuk, giunto nella fattoria per saldare il suo debito di riconoscenza, il film è costruito intenzionalmente come dimostrazione della stessa tesi che è alla base della fabula esiodea. Quasi a sottolineare con civetteria la fonte antica alla quale si è ispirato, Zemeckis – greco come Esiodo – ha così voluto alludere alla raffigurazione, con la quale elpis compare nell’iconografia classica, e poi anche in quella rinascimentale: come una donna giovane e bella, ornata sempre da un paio di grandi ali.

Il testo completo è disponibile nel volume Ombre delle idee, editrice Pendragon, Bologna, 2002.

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