Umberto Curi – Recensione “Brucio nel vento” di Silvio Soldini

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“Brucio nel vento” di Silvio Soldini

di Umberto Curi

Si entra nel film attraverso un sogno – anzi, un incubo. Ma poi anche lo sviluppo della vicenda è costantemente “giocato” sull’alternanza, deliberatamente impercettibile, fra dimensione “reale” e dimensione onirica. Anche, ma non solo, da questo punto di vista, ogni “lettura” univoca del film, ogni tentativo di ricondurlo ad una tipologia chiaramente definita, e dunque ad una chiave interpretativa omogenea, è destinato a scontrarsi con la refrattarietà dell’opera ad essere appiattita su un unico livello. Così, ad esempio, bisognerebbe guardarsi dalla facile tentazione di proiettare sul film qualche schema di carattere sociologico o qualche rimasticatura di vago sapore psicoanalitico. Con la psicoanalisi, Soldini esplicitamente “regola i conti” già all’esordio, allorchè Tobias inventa di sana pianta una storia immaginaria per lo psichiatra che lo sta esaminando, giustificando a se stesso questa menzogna in modo brutale, ma convincente (“figurati se vado a raccontargli i fatti miei!”). Quanto alla possibilità di privilegiare un approccio più o meno vagamente sociologico, immaginando che il film possa riguardare il problema dell’emigrazione, è evidente che l’operazione condotta dall’Autore procede in una direzione esattamente opposta.

Anziché accumulare dati ed elementi che possano valere a costruire una “case history” sufficientemente dettagliata, intorno alla quale far funzionare le categorie dell’emarginazione o comunque dell’estraneità, Soldini lavora piuttosto per cancellare ogni possibile determinazione storico-sociale, lasciando volutamente imprecisato il paese di origine dei protagonisti e dei comprimari, ed eliminando inoltre ogni aspetto capace di conferire una immediata riconoscibilità alla città nella quale essi si ritrovano. Se è vero, infatti, che i nomi dei personaggi rimandano ad un paese dell’Europa orientale, e se è vero inoltre che è probabilmente Losanna la città che li accoglie, non si può dire che tutto ciò risulti in maniera incontrovertibile dalle immagini.

Il testo completo è disponibile nel volume Ombre delle idee, editrice Pendragon, Bologna, 2002.

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