Umberto Curi – Recensione “Amelie Poulaine”

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Amelie Poulaine 

di Umberto Curi

“Ci sono più cose nella tua filosofia, di quante ve ne siano fra cielo e terra”. In questi termini, rovesciando la famosa citazione tratta da William Shakespeare, si potrebbe descrivere l’assunto che è alla base del film. Il mondo della rappresentazione, ciò che può risultare dall’attività creativa della mente, la realtà prodotta mediante un uso libero e dinamico dell’immaginazione, sono di gran lunga più ricchi, articolati e complessi, di quanto siano gli accadimenti della vita “ordinaria”. Non solo. Essi sono anche molto più influenti di quanto si potrebbe pensare, sulla base di presupposti rozzamente “naturalistici”, visto che essi sono capaci di funzionare concretamente come agenti di cambiamento. Non la natura, ma l’arte, è il vero fattore morfogenetico, capace di conferire una forma al divenire, in grado di imprimere un orientamento determinato agli eventi, di finalizzarli verso obiettivi prestabiliti. Non vi sono limiti al potere della creatività artistica, a condizione di non considerare il mondo nel quale viviamo come “già dato”, assumendolo al contrario come un luogo di sperimentazione di possibilità virtualmente infinite, per la cui concreta realizzazione sono indispensabili le doti dell’intraprendenza e della fantasia, combinate con la volontà di conseguire i risultati che si desiderano. 

Amelie è l’incarnazione di questa filosofia insolita e apparentemente paradossale, di questa inclinazione a considerare l’ambiente fisico ed umano nel quale siamo immersi come qualcosa che è assoggettabile al nostro controllo, anziché come un dato inerte, al quale dovremmo semplicemente cercare di adattarci. Ella è la prova vivente della incomparabile superiorità del sogno, rispetto a ciò che – per mera convenzione e per censurabile pigrizia intellettuale – siamo soliti considerare il “mondo vero”. Nel modo con cui ella si rapporta agli altri esseri umani, ma anche agli animali e agli oggetti inanimati, è sempre viva la convinzione che sia possibile trasformare la situazione presente, senza piegarsi semplicemente ad interpretarla.

Il testo completo è disponibile nel volume Ombre delle idee, editrice Pendragon, Bologna, 2002.

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