Shakespeare: 450 anni e immortale

Silvia CrupanoClessidra Ribelle0 Comments

Clessidra Ribelle | di Silvia Crupano |


Lo scorso 23 aprile William Shakespeare ha compiuto 450 anni. In tutto il Regno Unito l’occasione è stata onorata con centinaia di recite, convegni, parate, festival e ingressi gratuiti agli spettacoli del Globe Theatre di Londra. La sua cittadina d’origine Stratford-Upon-Avon lo ha festeggiato con un corale viaggio indietro nel tempo: le strade si sono popolate di comuni cittadini vestiti con fogge cinque-seicentesche, il pubblico si è trovato coinvolto in recite, sfilate in costume, teatri improvvisati all’aperto e molti dei personaggi più celebri del Bardo sono stati visti mescolarsi liberamente tra la folla.

Le celebrazioni hanno offerto anche un’opportunità di rilancio per il dibattito sulla “Questione Shakespeariana” (Authorship Question) che dalla metà dell’Ottocento divide accademici, attori e lettori: Shakespeare ha davvero scritto Shakespeare? L’autore di quelle opere geniali che scrutano la natura dell’uomo in tutte le sue sfumature è davvero il William di Stratford di umili origini, del quale non è sopravvissuta neppure una singola pagina manoscritta? Perché l’elogio funebre To the Memory of My Beloved, the Author, che Ben Jonson inserisce come dedica nell’introduzione al First Folio del 1623, è così volutamente ambiguo e non lascia mai trapelare un’identità precisa?

Gli interrogativi sono molteplici: per questo nel 2007 è stata stilata la Declaration of Reasonable Doubt, con l’obiettivo di far riconoscere alla comunità scientifica britannica l’esistenza di un legittimo dubbio circa l’identità di William Shakespeare. Non, quindi, una rivendicazione per questo o quel candidato come autentico autore delle opere del Bardo, bensì la semplice richiesta di rinunciare alla certezza assoluta sulla paternità di quei testi, allo scopo di poter intraprendere ricerche approfondite senza incorrere nell’accusa di “tradimento”. Firmatari della petizione, centinaia di illustri ricercatori, professori, attori e registi, fra i quali sir Derek Jacobi, Roland Emmerich (che non a caso ha diretto il film Anonymous proprio con Jacobi, proponendo una versione alternativa della Storia) e Jeremy Irons.

La verità, spesso, è nei dettagli, e forse non riusciremo mai a ricostruire il quadro completo di questo appassionante mistero. Tuttavia c’è un dettaglio, superiore a qualsiasi ipotesi ricostruttiva, sul quale tutti concordiamo: in quegli scritti sono racchiusi il passato e il futuro del genere umano, svelato in tutte le sue luci ed ombre, in una tipologia di caratteri e passioni ancora ineguagliata. Il contenuto e lo stile delle opere shakespeariane hanno segnato la storia della letteratura e della filosofia, lasciando tracce indelebili nel modo di scrivere e fare teatro, persino nella lingua inglese di ogni giorno.

E allora, chiunque tu sia stato, buon compleanno e grazie per questi 450 anni di ispirazione.

S.C.


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