Salone del libro – Padiglione 1 tutto per gli editori indipendenti

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Salone del Libro di Torino

Salone del libro Torino – Gli editori indipendenti hanno trovato casa. Padiglione 1 tutto per loro: uno spazio che ha cambiato faccia
di Silvia Francia
la Stampa 9.5.14 |

Le premesse ci sono tutte: un allestimento nuovo di zecca, con logo dedicato e l’azzurro come colore-emblema.
Più un marchio, «Officina. Editoria di progetto», che raggruppa un programma di incontri, presentazioni, approfondimenti. Tutto dedicato a loro: agli editori indipendenti, accorpati nel padiglione 1 di nuova concezione. Proprio quelli da cui lo scorso anno si era levato un grido di dolore, in merito alla collocazione, in certo modo periferica («un po’ ghettizzante» si disse) rispetto al cuore pulsante del Salone. Lagnanza che gli organizzatori non hanno trascurato, ripensando, appunto, location e «spirito» di questa sezione e affidando a Giuseppe Culicchia la fitta programmazione di incontri e eventi.
La svolta
Lo scrittore torinese, ieri, era soddisfattissimo della nuova creatura: «Abbiamo cambiato faccia a questo spazio, trasformandolo proprio per dare maggior visibilità e rilevanza a una fetta dell’editoria che, pur essendo fucina di creatività, sovente fa fatica».
Di qui l’idea di stilare un programma di appuntamenti dedicato proprio agli editori indipendenti, con un centinaio di incontri, ma pure di inventarsi novità tipo l’«independent’s corner» dedicato agli autori che vogliano creare un contatto diretto e ravvicinato con i loro lettori.
Una rivisitazione che trova estimatori convinti. Come Stefano Delmastro di Scrittura Pura: «E’ stato fatto un ottimo lavoro e noi, che siamo sempre venuti al Lingotto dal 2003, anno di nascita della nostra editrice, ci accorgiamo della differenza. Inoltre, simo contenti che la scrittrice svedese Gudrun Eva Minervudottr, di cui abbiamo appena pubblicato il romanzo «Tutto si risveglia con un bacio» sia stata invitata qui come relatrice direttamente dall’organizzazione della fiera».
I piccoli
Luca Turolla del torinese Bradipo: «Felicissimi di essere qui. Tanto che, se ci proponessero di trasferirci nel padiglione 2, quello dei grandi marchi, non accetteremmo: chi ama questa zona del Salone è, in genere, un lettore più consapevole». «Belle innovazioni: si sta meglio dell’anno scorso» rincara il team, tutto al femminile, del marchigiano Hacca.
I critici
Come sempre davanti alle novità, però, c’è chi si lagna. «Se si vuole mettere l’accento sulla qualità del nostro mestiere – dice Gabriele Dadati della milanese Melampo/Laurana – perché piazzare in bella evidenza, proprio all’ingresso del padiglione, qualcuno che pubblica libri a pagamento?».
A pagamento
L’allusione, neppure troppo velata, è allo staff di Prospettiva, che s’affaccia sorridente dalla sua postazione, effettivamente in bella mostra. «Noi chiediamo solo agli autori che pubblichiamo di acquistare una cinquantina di copie – commentano -e, comunque, sì, il nostro stand è posizionato benissimo e ne siamo ben felici». Come in ogni villaggio che si rispetti, anche al Salone, a volte concordia e buon vicinato sono un’utopia.

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