Giacomo Marramao

Giacomo Marramao, nato a Catanzaro il 18 ottobre 1946, ha compiuto i suoi studi presso le Università di Firenze (dove si è laureato in Filosofia nel 1969 sotto la guida di Eugenio Garin) e di Francoforte (dove ha soggiornato dal 1971 al 1975). Tra il 1976 e il 1995 ha insegnato Filosofia della politica e Storia delle dottrine politiche presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Attualmente è professore ordinario di Filosofia politica presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali dell’Università di Roma Tre. È inoltre Direttore scientifico della Fondazione Basso-Issoco e membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Come visiting professor ha tenuto corsi e conferenze in numerose Università europee e americane, a Parigi (Sorbonne, Nanterre), Berlino (Freie Universität), Londra (Warburg Institute), Vienna, Madrid (Complutense), Barcellona, Santander, Oviedo, Murcia, Granada, Maiorca, New York (Columbia University), Città del Messico (Unam), Buenos Aires (Uba), Rosario, Cordoba, Rio de Janeiro (Universidade Federal), San Paolo (Unesp). All’inizio degli anni Ottanta è stato co-fondatore di influenti riviste, come: “Laboratorio politico” e “Il Centauro”. Attualmente è membro del direttivo di “Iride”, Rivista di filosofia pubblica.

  

Fra le numerosissime pubblicazioni, ricordiamo:

  • Marxismo e revisionismo in Italia, Bari, 1971
  • Austro-marxismo, Milano, 1977
  • Il politico e le trasformazioni, Roma-Bari, 1979
  • Potere e secolarizzazione, Roma, 1983, II ed. 1985 (edizione tedesca riveduta e aggiornata, Frankfurt am Main, 1989)
  • L’ordine disincantato, Roma, 1985
  • Minima temporalia. Tempo, spazio, esperienza, Milano, 1990 (edizione tedesca riveduta e ampliata, Wien 1992)
  • Kairòs. Apologia del tempo debito, Roma-Bari, 1992
  • Cielo e terra. Geneaologia della secolarizzazione, Roma-Bari, 1994
  • Dopo il Leviatano. Individuo e comunità nella filosofia politica, Torino, 1995
  • Die Säkularisierung der westlichen Welt, Frankfurt am Main, 1996
  • Passaggio a Occidente. Tecnica e valori nell’età globale Torino, 2003
  • La passione del presente, Torino 2008
  • Contro il potere, Milano 2011.

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Giacomo Marramao Contro il potereContro il potere. Filosofia e scrittura
(Bompiani, 2011)

Un esperimento insolito e originale forma l’oggetto di questo libro di Giacomo Marramao: la messa a fuoco dei punti d’intersezione tra le genealogie filosofiche e le diagnosi radicali del Potere, del Comando e della Legge fornite, in tempi e contesti diversi, da due grandi scrittori mitteleuropei come Elias Canetti (attraverso un confronto costante con l’opera di Kafka) e Herta Müller (lungo l’asse che collega la figura del Lager alle esperienze di sorveglianza, isolamento e derelizione esistenziale presenti nelle stesse democrazie). Per afferrare il senso delle trasformazioni del potere occorre andare alle radici: all’arche o al principio che l’ha originato come fattore transculturale e trans-storico comune a tutte le società umane. Il potere non può essere soppresso: ogni tentativo di ‘superarlo’ – sopprimendo questa o quella forma del suo esercizio – non ha finora fatto che potenziarlo. Il potere deve essere, invece, sradicato, sovvertito nella sua logica costitutiva: la logica dell’identità, innervata nell’illimitatezza del desiderio e nella doppia scena paranoica della paura e della morte dell’altro. Tracciare una linea di frattura e di opposizione al potere significa, nel cuore del nostro presente globale, spostare il focus sui soggetti e sulla loro potenza di metamorfosi/rigenerazione. Ma ciò è possibile solo staccandosi dal rumore dell’attualità e riprendendo il filo interrotto di opere solitarie ed estreme.

Giacomo Marramao La passione del presenteLa passione del presente. Breve lessico della modernità-mondo
(Bollati Boringhieri, 2008)

Una sentenza di Hegel assegnava alla filosofia il compito di comprendere il proprio tempo con il pensiero. Secondo Marramao questa responsabilità, caratteristica dell’epoca moderna, non è demandabile oggi ad altri saperi, e tanto meno cedibile a chi si proclama depositario delle risorse di senso. Ma il precetto hegeliano va rideclinato al di fuori di statuti privilegiati e logiche di supremazia: se responsabilità significa “rispondere a” piuttosto che “rispondere di”, allora lasciarsi interpellare dal presente comporta intensificare il tenore dialogico della riflessione e dislocarsi come interrogante. Marramao guarda ai transiti accidentati e ai fraintendimenti della mondializzazione, alle sue rigidità identitarie e alle sue patologie temporali, alle sue false alternative e alle sue polarità immobili. Al contempo irrinunciabili e inadeguate, le categorie universalistiche del diritto e dell’humanitas riacquistano forza solo quando sono messe in tensione con le esperienze emozionali del valore e le retoriche all’opera nel racconto di sé, cui va restituito uno statuto concettuale. Dalla singolarità con quanto ha di irriducibile, e non dall’identità nelle sue diverse configurazioni comunitarie, statuali, etniche o linguistiche, occorre partire per delineare una sfera pubblica globale che si riconosca nell’unico universalismo non omologante, quello della differenza.

Giacomo Marramao Passaggio a OccidentePassaggio a Occidente. Filosofia e globalizzazione
(Bollati Boringhieri, 2003 – nuova ediz. 2009)

Secondo Giacomo Marramao, che affronta in questo libro lo straordinario “mutamento di scala” che accompagna i fenomeni politici della nostra epoca, il ricorso alle categorie di “mondializzazione” o “globalizzazione” non ha solo un significato tecno-economico. Siamo di fronte a un passaggio destinato a trasformare tutte le culture, che chiama in causa una riconversione di concetti fondamentali come identità e differenza, contingenza e necessità, nonché, per cominciare, locale e globale. Rispetto a diagnosi apparentemente antitetiche come quelle di Fukuyama (omologazione universale) e Huntington (conflitto delle civiltà), per Marramao è necessario demistificare due false opposizioni: Stato-mercato e Oriente-Occidente. A tale scopo, il libro, tenendo costantemente sullo sfondo la grande discussione sull'”èra globale” avviata fra le due guerre da autori come Spengler, Jünger, Schmitt e Heidegger, sviluppa la sua proposta muovendo dal disincanto della categoria di mercato operato da Polanyi e da una profonda revisione della comparatistica i delle civiltà operata da Weber. L’esigenza – avanzata in conclusione attraverso un serrato confronto con le posizioni di Habermas e di Derrida – di una “politica universalista della differenza” viene formulata in base a un radicale riesame critico delle pretese di universalità delle stesse categorie, tipicamente occidentali, di democrazia e filosofia.

Giacomo Marramao Dopo il LeviatanoDopo il Leviatano. Individuo e comunità
(Bollati Boringhieri, 1995 – nuova ediz. 2013)

“L’indole predittiva è piuttosto rara tra i filosofi. E quando si manifesta, è ancor più inconsueto che sappia allungare il vettore concettuale al medio periodo, da sempre opaco e refrattario a una decifrazione lungimirante. Un saggio di tale eccezionalità è offerto dal pensiero di Giacomo Marramao, uno dei pochissimi a saper trarre conseguenze teoretico-politiche di rilievo dalla grande soglia che stiamo oltrepassando. Se tredici anni fa, nell’edizione precedente di questo libro sulle sorti della megamacchina statuale, annunciava l’imminenza di un cambio di paradigma, adesso ragiona sugli effetti che l’inveramento di quel pronostico ha ingenerato a livello globale, e acumina lo sguardo su ciò che ci aspetta. Con la nostra ipermodernità mondializzata si è esaurita l’efficacia – anche simbolica – dello Stato, organismo d’artificio per il quale Hobbes aveva scelto l’emblema “mostruoso” del Leviatano biblico. La rottura del monoteismo politico che lo eleggeva a massima potenza terrena, fonte esclusiva di sovranità e diritto, ha ridato forza a potestà indirette di tipo economico e religioso, e ha portato al diapason l’antinomia moderna tra i due principi di identità e differenza. Il dopo che Marramao ha visto distintamente profilarsi all’avvento del nuovo millennio sostituisce ora al proprio contrassegno temporale una marca spaziale.”

Giacomo Marramao Potere e secolarizzazionePotere e secolarizzazione. Le categorie del tempo
(Bollati Boringhieri, 1983 – nuova ediz. 2005)

Con questo libro fondativo, da cui ha preso avvio la sua riflessione ventennale intorno all’«impensato» dell’idea di secolarizzazione, Marramao ha anche aperto la saggistica filosofica italiana agli esiti della Begriffsgeschichte tedesca: la storia concettuale che indaga sia la genesi e le trasformazioni del grande lemmario teoretico-politico, sia gli elementi figurali e i complessi metaforici che intervengono nella costituzione dell’«immagine del mondo» lungo la linea di confine tra metafisica e politica, scienza e multiverso delle pratiche.

Giacomo Marramao Globalizzazione e filosofiaGlobalizzazione e filosofia. Con DVD
(LiberaMente, 2005)

Giacomo Marramao discute assieme alla platea del cinema Quattro Fontane il tema del radicale mutamento teorico che la globalizzazione impone alle categorie delle forme di governo e alla definizione del politico. Questo secondo appuntamento domenicale di Filosofeggiando, moderato da Federico Orlando, propone un riesame critico della globalizzazione e suggerisce, qui, la tematizzazione filosofica della tesi del “passaggio ad Occidente”. Oltre alla registrazione in Dvd, nel cofanetto anche un libro che ripercorre, parola per parola, i momenti che hanno scandito il dibattito.

Giacomo Marramao Frammento e SistemaFrammento e sistema. Il conflitto-mondo da Sarajevo a Manhattan
(Donzelli, 2001)

La tragedia di Manhattan ha aperto una nuova epoca, allo stesso modo in cui l’attentato di Sarajevo aveva inaugurato la lunga “guerra civile mondiale” del Novecento. Il crollo delle Twin Towers segna il passaggio dal sistema-mondo al conflitto-mondo e rappresenta un evento non solo storico e politico, ma anche eminentemente filosofico. Sul limite della nuova epoca globale, caratterizzata dal dominio tecnologico e dall’eclissi delle certezze dell’etica tradizionale, due filosofi tentano di rispondere alla sfida, mettendo a confronto la condivisa tensione verso un nuovo inizio.

Giacomo Marramao Cielo e terraCielo e terra. Genealogia della secolarizzazione
(Laterza, 1994)

Cielo e Terra. Eternità e secolo. Un tipico dualismo occidentale è alla base della varietà di panorami indicati dalla categoria di “secolarizzazione”. Passando per una lunga serie di spostamenti sematici ed estensioni metaforiche, quest’espressione si è trasformata – da “terminus technicus” sorto originariamente in ambito giuridico – in concetto teologico e di filosofia della storia: fino a denotare da ultimo la definitiva crisi di ogni modello di storia orientata, in una condizione ipermoderna delimitata dal disincanto operato dalla scienza da un lato e dal prepotente ritorno del mito dall’altro. Il volume di Giacomo Marramao trae spunto dalla voce “Secolarizzazione”, redatta dall’autore per il prestigioso “Historisches worterbuch der Philosophie”, e da una serie di seminari sul tema tenuti tra il 1992 e il 1993 presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco.

Giacomo Marramao Kairós Apologia del tempo debitoKairós. Apologia del tempo debito
(Laterza, 1992 – nuova ediz. 2005)

Da Platone allo spazio-tempo della relatività einsteiniana e all’ “indeterminato” della meccanica quantistica. Una mossa originale che spiazza un’intera tradizione della filosofia. Un ripensamento radicale dei paradossi del tempo contro il “gergo filosofico” che oppone autentico a inautentico, l’incommensurabilità della durata interiore alle “misure” del tempo spazializzato. Al centro del libro, una critica serrata di Heidegger e dell’heideggerismo. Al termine del percorso emerge l’immagine del kairos, del “tempo debito”: contingenza propizia che dà luogo ad ogni identità, compreso il fenomeno della Mente o Coscienza. E, dallo sfondo del lessico greco, affiora – con un colpo di scena – un ultimo nodo cruciale: l’enigmatica origine del latino tempus.

Giacomo Marramao Minima temporaliaMinima temporalia. Tempo, spazio, esperienza
(Il Saggiatore, 1990 – nuova ediz. Luca Sossella Editore, 2005)

‎Il filo conduttore del viaggio che Giacomo Marramao intraprende qui attraverso i labirinti della prospettiva moderna è costituito da un tratto paradossale: l’inconcepibilità del tempo fuori del riferimento a rappresentazioni spaziali. Lo spiazzamento che ne consegue non si limita a problematizzare i risultati della “svolta linguistica”, perseguiti in forme diverse dagli opposti speculari dell’analitica e dell’ermeneutica, ma investe in pieno le pretese della filosofia di estrapolare una dimensione “autentica” della temporalità in antitesi alla spazializzazione: a cominciare dallo stesso Heidegger, di cui il libro propone una critica teoretica radicale.