Aldo Masullo

Aldo Masullo è nato ad Avellino il 12 aprile del 1923. Laureatosi in filosofia e in giurisprudenza, discepolo di Antonio Aliotta e Cleto Carbonara. Libero docente di Filosofia teoretica dal 1955, professore ordinario dal 1967, attualmente è Professore emerito di Filosofia Morale nell’Università degli Studi di Napoli. Ha trascorso vari periodi di ricerca e di insegnamento in Germania. Dal 1984 al 1990 è stato direttore del Dipartimento di Filosofia dell’ Università di Napoli. E’ socio dell’Accademia Pontaniana, della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli, dell’Accademia Pugliese delle Scienze. E’ membro di varie società scientifiche internazionali e del comitato scientifico della rivista filosofica “Paradigmi”. E’ insignito della medaglia d’oro del Ministero per la Pubblica Istruzione. Viaggia spesso in Italia e all’estero per le esigenze dei suoi studi e per tenere conferenze. E’ autore di varie centinaia di pubblicazioni, alcune in lingua straniera. L’intensa attività di studioso e di docente non gli ha impedito di essere presente nel dibattito politico e nell’azione civile, con frequenti interventi polemici sulla stampa nazionale e con l’esercizio dell’opposizione critica nelle istituzioni elettive. Candidato indipendente nelle liste del PCI, dal 1972 al 1976 è stato Deputato al Parlamento e, dal 1976 al 1979, Senatore della Repubblica e Parlamentare europeo. Nelle due ultime legislature è stato Senatore della Repubblica. 

Fra le sue pubblicazioni:

  • La problematica del continuo nel pensiero di Zenone di Elea e di Aristotele, 1955
  • La storia e la morte, 1964
  • La comunità come fondamento, 1965
  • Il senso del fondamento, 1967
  • Antimetafisica del fondamento, 1971
  • Metafisica, 1980
  • Fichte. L’intersoggettività e l’originario, Guida, 1986
  • Filosofie del soggetto e diritto del senso, Marietti, 1990
  • Struttura soggetto prassi, 1962, III ediz. rived., ESI, 1994
  • Il tempo e la grazia, Donzelli, 1995
  • Metafisica. Storia di un’idea, II ediz. ampi., Donzelli, 1996
  • La potenza della scissione. Letture hegeliane, ESI, 1997
  • Geografia e Storia dell’idea di libertà 1799-1999, Falzea, 2000
  • Paticità e indifferenza, Il Nuovo Melangolo, 2003
  • Lezioni sull’intersoggettività. Fichte e Husserl, Editoriale Scientifica, 2005
  • Filosofia morale, Editori Riuniti, 2005
  • Il senso del fondamento, Editoriale Scientifica, 2007
  • Napoli siccome immobile, Guida, 2008
  • La libertà e le occasioni, Jaca Book, 2011
  • Piccolo teatro filosofico. Dialoghi su anima, verità, giustizia, tempo, Mursia, 2012
  • Aldo Masullo. Le interviste di Maria Ianniciello, Il Papavero, 2012
  • Intuizione e discorso, 1955, nuova ediz. Editoriale Scientifica, 2013
Aldo Masullo Piccolo teatro filosoficoPiccolo teatro filosofico. Dialoghi su anima, verità, giustizia, tempo
(Mursia, 2012)

Il pensiero è un ininterrotto gioco di domande e di risposte. Ognuno di noi, quando è solo, riesce a pensare perché dialoga con se stesso. Si pone domande, si dà risposte, obietta ad esse, ripropone le domande con le modifiche suggerite dalle obiezioni. Il dialogo tra due, o più, interlocutori è la dialogicità incarnata in una “corrente” di parole sonanti. Perché dunque i problemi estremi del pensiero umano non dovrebbero appunto nella forma del dialogo trovare la naturale sede del proprio essere discussi, insomma pensati? Il dialogo è la situazione umana in cui irrompe la filosofia. Che senso hanno allora i dialoghi scritti? Essi sono le trascrizioni autentiche del dialogo interiore dell’autore nella sua solitudine, per lo più affollata di fantasticati personaggi come, questa volta, un Benedetto papa e il principe Amleto, Giordano Bruno e un procuratore di Stato, Eraclito e un vecchio orologiaio. In effetti, mostrare il libero esercizio dell’intima dialogicità è un amichevole, provocante invito ad altri a esercitarlo in proprio.

Aldo Masullo La potenza della scissioneLa potenza della scissione. Letture hegeliane
(ESI, 1997 – nuova ediz. 2012)

Nei tre studi su fondamento e intersoggettività, inconscio e spirito, dialettica e tempo, emerge che il principio della filosofia di Hegel non è la “conciliazione”, come sostiene il punto di vista “logico-ontologico”. Ammessa l’identità di pensiero ed essere, se nel pensiero la mediazione resta incompiuta e il medio impensabile, ogni unità, ontologica e logica, cade. Si avvalora per contro il punto di vista “antropologico”. L’insanabilità delle fratture del sistema svela i limiti costitutivi dell’umano. I nessi dialettici di fondo, rivelandosi impensabili, “salti” e non “passaggi”, attestano che l’umano è assoluto eccedersi. La ragione critica riconosce dentro di sé il suo limite, l’altro da sé, l’irrazionale, la potenza della “scissione”.

Aldo Masullo Struttura, soggetto, prassiStruttura soggetto prassi
(ESI, 1962, nuova ediz. 2012)

Le tre parti del libro (La nozione di struttura e l’approccio al soggetto nei linguaggi scientifici; La questione dell’a-priori e il senso della fenomenologia; Senso, significato, prassi) rappresentano le tappe di un paziente avvicinamento alla comprensione rigorosa della costitutiva intersoggettività del “mondo”, entro un contesto culturale complesso ma precisamente determinato nei suoi riferimenti decisivi: la logica fenomenologica, il coscienzialismo esistenzialistico, la biologia strutturalistica, lo storicismo “materiale”. Si lasciano intravedere così, nel labirinto epistemico della prima metà del Novecento, le linee esemplari di un’antropologia critica, il cui nucleo propulsore sta nella scoperta del patico come assoluta fattualità. Il patico è il limite stesso, vissuto, tra l’oscuro fungere dell’animalità e le formali trasparenze dello spirito, tra la selvaggia natura del corpo e gli ordini della cultura fondati non metafisicamente nell’intersoggettività. A partire da questo impianto teorico, attraverso il gioco dialettico dei nessi, antropologicamente rilevanti, di movimento e percezione, organismo e mabiente, inconscio e falsificazione, si prospetta la possibilità di comprendere la ragione come l’attiva difesa dell’uomo dalla menzogna e dall’autoinganno, dall’isolamento e dalla disperazione, insomma come l’eticità della prassi nella concreta assunzione della responsabilità del futuro.

Aldo Masullo La libertà e le occasioniLa libertà e le occasioni
(Jaca Book, 2011)

La domanda inaugurale del pensiero moderno è “politica” in senso rigorosamente filosofico: non concerne la genesi storica della società, la sua nascita nel tempo, le strategie del potere, non chiede il racconto della fondazione, ma si applica al punto d’origine, al principio del “plurale” costitutivo della soggettività. A partire dal XVII secolo, mentre per un verso si osserva e calcola il gioco delle forze reali e per un altro si sublima nel tragico l’inseparabile coppia di arbitrio e necessità, balena nuova l’idea che propulsivo della dinamica sociale sia il nesso dialettico, mondano e storico, di libertà e di ordine. Vico coglie appieno la novità, quando nel De iure, del 1720, sostiene che società e diritto non sono effetti né di metafisica necessità né di naturali impulsi utilitari, ma funzioni dell’umano reagire alle occasioni, ossia risposte che dinanzi alle sfide delle contingenti situazioni gli accomunati individui inventano. Nell’attuale momento della vita del mondo, non certo per questa o quella novità tecnica ma, come avverte Jacques Ellul, per l’incombente prospettiva che lo stesso sistema sociale si riduca a “sistema tecnico”, si realizzi cioè l’organica e totalitaria “tecnicizzazione” dell’umano, la libertà si trova dinanzi all’occasione cruciale, in cui è di essa che si decide. Una tale sfida non si può ignorare, occorre rispondere. È propriamente un affare di etica: non compete all’esattezza del calcolo, ma al rigore del pensiero.

Aldo Masullo Napoli siccome immobileNapoli siccome immobile
(Guida, 2008)

Un filosofo e un giornalista discutono della città deragliata, sospesa, delusa, futura. Claudio Scamardella dialoga con Aldo Masullo.

Aldo Masullo Il senso del fondamentoIl senso del fondamento
(Editoriale Scientifica, 2007)

Cos’è che rende possibile all’uomo di essere possibilità, e quindi pluralità (una possibilità non è tale, se non è con-possibilità), e rende possibile la pluralità nell’orizzonte dell’unità ideale (oggettività e normatività)? Cos’è che rende possibile il mondo umano come mondo “storico”, fondandolo, senza necessitarne i viventi processi? Il problema del fondamento si rivela proprio non delle sistemazioni metafisiche e delle sottili ontologie, ma del pensiero critico, la cui dialetticità difende l’uomo da ogni repressione alienante, “naturale” o “sociale”, e lo aiuta a mantenere in sé vivo Eros, il desiderio della comunicazione e della comunità in fieri contro le possibili disumanizzanti assolutizzazioni delle società positive e delle loro istituzioni effettuali, la cui empiria non ha senso fecondo se non nella relazione con la più ampia empiria della comunità fungente. La ricerca del fondamento del mondo umano come mondo “storico” difende l’umanità contro la mortale dimenticanza di se stessa.

Aldo Masullo Filosofia moraleFilosofia morale
(Editori Riuniti, 2005)

Scopo del volume è quello di invitare il lettore a un viaggio criticamente guidato lungo circoscritti ma dettagliati itinerari che attraversano le fondanti questioni della filosofia morale. L’autore ha qui, tra l’altro, rivisitato esiti di ricerche da lui in vari tempi condotte, sviluppandoli e integrandoli nell’organicità di una discussione intesa ad avviare il lettore a cogliere il senso di una discilplina tanto ricca quanto controversa, come la filosofia morale.

Aldo Masullo Lezioni sull'intersoggettivitàLezioni sull’intersoggettività. Fichte e Husserl
(Guida, 1986, nuova ediz. Editoriale Scientifica, 2005)

La tematica dell’intersoggettività, sviluppata principalmente attraverso la lezione di Fichte e Husserl, assume in Masullo, contro ogni presuppositività metafisica o naturalistica, universalistica o individualistica, il senso forte di una rivendicazione della fondamentale costituzione intersoggettiva della soggettività. La possibilità stessa dell’affermazione della dignità e del valore personale del soggetto, che rifiuta di identificarsi nella massa, si rivela fondata sulla comunità, nel senso non di un’entità “sostanziale” – mitica, sociologica o storicistica – ma della comunitarietà di cui vive la formazione umana. Decisivo è il richiamo all’idea fichtiana dell’Auffoderung, dell’ “invito” con cui l’individuo viene pro-vocato, da un altro essere libero, a destarsi alla libertà entrando nell’umano con-vivere. Un’etica fondata sulla comunitarietà che della soggettività è origine (e, come tale, nascosta alla coscienza intuitiva, e solo dialetticamente pensabile), riapre la possibilità di progettare significati e valori che non perdano di vista l’autonomia e l’intangibile dignità dell’esserci proprio di ogni soggetto, di ogni esistente, e consentano anzi l’istituirsi di una società di soggetti liberi e rispettosi della libertà di tutti, paritariamente riconosciuti come altri soggetti. E’ questa la condizione necessaria, perché possa esistere una società ove con-vivano culture e tradizioni differenti, neutralizzate nella loro pretesa di esclusività e assolutezza dalla coscienza dell’origine relazionale dell’umano. In questa prospettiva, mentre profonda e inquietante è la crisi di trasformazione della società, minacciata intanto da nichilismi e fondamentalismi, è di grande attualità e rilevanza riproporre alla riflessione degli studiosi, ma non solo, le Lezioni sull’intersoggettività di Aldo Masullo.

Aldo Masullo Paticità e indifferenzaPaticità e indifferenza
(Il Nuovo Melangolo, 2003)

Nella nostra epoca l’oggettività dei significati di cui consiste il mondo si avvia a essere totalitariamente colonizzata dal calcolo tecnologico. Resiste irriducibile il fatto del “patire” – emozione segnata dal coinvolgere un sé che, paradossalmente, prima d’esser coinvolto non c’è. Contro l’insensibilità dell’oggettivo, il “patire” è l’innocente potere della soggettività pura, senza Soggetto, il nascere del senso. Aldo Masullo pone al centro di questo libro il motivo, che attraversa tutto il suo cammino intellettuale e risulta svolto con la massima forza nel saggio del 1995, dove il “tempo” viene pensato come il nome del patito (vissuto) irrompere della differenza. Adesso, in un serrato confronto testuale, contro-corrente, si mostra che Heidegger nell’affettivo cercò soltanto un’altra risposta al vecchio interesse ontologico, ma non lo spazio per una domanda nuova, interessata all’inventiva improvvisazione dell’emozionale. Masullo, nel rimettere in circolo il “patico”, nozione presente in lessici bio-psicologici della prima metà del secolo XX, evoca la carnalità dell’Erlebnis contro il coscienzialismo fenomenologico e la forza della soggettività contro l’insensata in-differenza del nichilismo. Così la filosofia, come appassionata cura della soggettività, può anche apparire una “patosofia”.

Aldo Masullo Geografia e Storia dell'idea di libertàGeografia e Storia dell’idea di libertà 1799-1999
(Falzea, 2000)

Nel testo si alternano le analisi di eventi e personaggi che hanno preparato e vissuto la Rivoluzione Napoletana del 1799, in quanto momento decisivo della storia meridionale, nonché il coinvolgimento in essa della Calabria.

Aldo Masullo Metafisica, storia di un'ideaMetafisica. Storia di un’idea
(Mondadori, 1980 – nuova ediz. Donzelli, 1996)

Il libro viene scritto di getto, nel giro di pochi mesi, terminata nel 1979 la prima parte dell’esperienza parlamentare (deputato 1972-76, senatore 1976-79) di Aldo Masullo. Il quale sente di doversi riscattare del tempo perduto, di dover rientrare prepotentemente nella dimensione dello studioso dopo le amarezze della esperienza parlamentare. E’ uno dei suoi libri più letti, anche perché fu pubblicato la prima volta da Mondadori all’interno di una iniziativa editoriale di carattere storico-divulgativo, rivolta quindi ad un pubblico di non soli specialisti. Nel 1996 Donzelli cura tre nuove edizioni del testo.

Aldo Masullo Il tempo e la graziaIl tempo e la grazia. Per un’etica attiva della salvezza
(Donzelli, 1995)

Nell’inquieto pazio culturale del Novecento echeggi ancora, come Husserl attesta, il grido di Sant’Agostino dinanzi all’impossibilità di dire il tempo – quel tempo che, dentro di noi, tuttavia intendiamo come intendiamo noi stessi. Le idealizzazioni del tempo, variamente proposte da Bergson, da Gentile, dallo Heidegger di “Essere e tempo” (1927), non sono che grandi “retoriche” di rassicurazione. Conviene piuttosto riprendere alcune tracce, qua e là lasciate, nel lungo corso del pensiero, da Aristotele, da Wolff, da Kant e dallo stesso Heidegger negli anni 1919-1923. E in particolare, a partire dalla segnalazione di Binswanger, ripresa da Foucault, è opportuno concentrarsi sul fenomeno del repentino. Qui “si urta ontologicamente contro il fondo” dell’esistenza, dove ogni “deduzione” è importante. Si è di fronte non ad un’idea, ma ad un irriducibile fatto. Nel repentino il tempo si scopre come vissuta irruzione della differenza, sentimento traumatico di “destabilizzazione”, affettività primigenia da cui ogni senso si origina. Il discorso critico che Masullo avvia offre alla coscienza le condizioni razionali perché essa sospenda la razionale discorsività e ascolti al fondo di sé, come suo incessante nascere, il sordo grido di morte che si nomina “tempo”, e insieme la voce sommessa dell’assoluta contingenza, del senza-ragione che si nomina “grazia”.

Aldo Masullo Filosofie del soggetto e diritto del sensoFilosofie del soggetto e diritto del senso
(Marietti, 1990)

Perché le filosofie del soggetto, le quali son solite ridurre il senso ad un sinonimo del significato, o al massimo ad una sua specificazione, si lasciano spesso sorprendere a sconfinare surrettiziamente nel non-significativo? Il moderno “idealismo”, muovendo da Kant, progetta una “scienza rigorosa” del soggetto teoreticisticamente inteso come la forma o addirittura l’atto del conoscere, conoscibile dunque dall’interno di sé, per “riflessione”. Esso smette di distinguere dal soggetto la soggettività, e dal significato – opera del conoscere – il senso: non può pertanto accorgersi che l’affettivo non è un irrilevante accidente, ma il più proprio della soggettività, e che il senso è l’anima ogni volta allo stato nascente. (…) Se i progetti di una scienza del soggetto e di un’ermeneutica dell’affettivo risultano fallimentari, a che varrebbe per la filosofia trasformarsi nella poesia, com’essa oggi è tentata di fare? Nel dire della parola poetica, soltanto significati vengono detti, mail senso, il quale della vita e dello stesso “sogno” poetico non cessa di restare, come Hoffmannsthal avvertiva, “il compagno nascosto, il silenzioso fratello”. Il diritto del senso è di essere riconosciuto nella sua non-significatività: il diritto della soggettività è di essere rispettata nella sua non-conoscitività. La filosofia è sempre da capo chiamata a dar voce allo stupore della comunitaria ragione dinanzi all’irriducibile solitudine del senso. Soltanto al cospetto della ragione, l’assoluta dignità del piacere e del dolore risplende.