La Chiesa e i giovani oggi

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Scoprendo il mondo | di Federico Brignacca |


Si è svolto nella mattinata dell’8 agosto il primo appuntamento della Tavola Rotonda La Chiesa e i Giovani Oggi. Gli ospiti sono stati Luciano Manicardi (della Comunità di Bose), Alberto Chiara e Don Antonio Rizzolo (direttore delle riviste Jesus e Credere).

La conferenza è stata aperta da Manicardi : “tra giovani e chiesa non c’è tanto feeling; ad esempio, cosa vi viene in mente se pensate alla parola Chiesa?”, continua “ le persone di Chiesa oggi devono avere un linguaggio che colpisca i giovani nella loro umanità, come diceva Paolo VI, la Chiesa è esperta dell’umanità”. Molti si sono chiesti effettivamente cosa fosse la Chiesa e Manicardi ha risposto: “La Chiesa è un’insieme di persone di qualunque etnia che trovano comune il desiderio di amare come Gesù Cristo”. L’importante per seguire il messaggio evangelico è saper ascoltare “che è diverso da sentire” spiega Manicardi, “ascoltare è un atto intenzionale e di ospitalità e disponibilità a far nostra la Parola di Dio”. Il regalo più grande che si può dare è mostrare ascolto e presenza attenta. Oggi i giovani hanno riscontrato che si vive molto influenzati dalla mentalità cattolica, che condanna il peccato, ma bisogna sempre ricordarsi dice “che dopo il peccato c’è la misericordia”. Manicardi cita Paolo VI e Frére Roger di Taizè e tutti i molti ragazzi presenti sotto il sole di San Rossore sono attenti e interessati e rispondono con uno scrosciante applauso alle parole finali: “Non abbiate paura, continuate a fidarvi”.

Interviene poi Don Antonio che cita il documento Ad Gentes del Concilio Vaticano II dicendo che la Chiesa è missionaria e che noi cristiani battezzati siamo chiamati ad annunciare Cristo risorto. Fa poi un rapido accenno alla crisi economica che definisce una crisi etica, dice “come Chiesa siamo in grado di dire che al centro deve esserci la persona e non i soldi. Anche Don Rizzolo non risparmia citazioni e invita a guardare con maggiore importanza i media, poiché sono il nuovo modo di essere vivi.

Il filo conduttore del suo intervento è che bisogna distinguere il mondo che noi chiamiamo virtuale è nella verità reale, e che non bisogna essere cristiani schizofrenici. “Spesso nella vita reale ci si comporta da bravi cristiani, dice, poi a contatto con il web e la vita virtuale ci trasformiamo e diventiamo falsi cristiani. Un aneddoto molto interessante che desidera raccontare è la motivazione che ha portato alla nascita della rivista “Credere – La gioia della fede”. “E’ nata perché tante persone non sono raggiunte dalla normale pastorale e allora con questa rivista si è cercato di raggiungere tutti anche chi ha una religiosità difficile, l’obiettivo principale è far consolidare la fede”. Racconta di aver notato una grande partecipazione dei giovani ai grandi eventi e luoghi religiosi (processioni, santuari ecc.). Siamo succubi o combattiamo il sistema che venera il demonio? C’è in noi un desiderio di spiritualità? E come si possono mettere in contatto i giovani?

Antonio Chiara invece fa statistiche e racconta che solo un 15% di giovani tra i 15 e 20 anni va a messa, solo il 30% crede e il 50% ritiene che ci sia un’altra vita dopo la morte”. Siete la prima generazione incredula, dobbiamo rendere conto della speranza che è in noi”. Un’esperienza interessante da quanto riscontrato tra i ragazzi, che hanno avuto anche modo di confrontarsi tra gruppetti e parlare di fede e posizioni in campo religioso. “Il contesto in cui viviamo oggi è molto menefreghista, ognuno pensa a se e è poco teso all’attenzione dell’altro, c’è poca attenzione del prossimo”.

I giovani oggi vivono un contrasto tra idolatria e fede, inoltre non hanno più un lessico che descriva le emozioni, non c’è più né bianco né nero è tutto un grigio indefinibile”. Un’esperienza interessante, che ha donato grande entusiasmo ai ragazzi che in piccoli gruppetti hanno potuto discutere di fede.

F.B.


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