Aldo Masullo – Patria e affetti famigliari

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Le Questioni di Aldo Masullo

1. Patria e affetti famigliari

QUESTIONE

Immagina d’essere, durante la seconda guerra mondiale, nella Francia occupata dai nazisti, il giovane allievo di cui parla Sartre (L’existentialisme est un humanisme, Nagel, Paris). “Suo padre aveva rotto con la madre, e propendeva a collaborare con gli occupanti; il fratello maggiore era stato ucciso durante l’offensiva tedesca del 1940, ed il giovane era smanioso di vendicarlo. Sua madre viveva sola con lui, assai afflitta per il tradimento del marito e per la morte del primogenito, e non trovava conforto che in lui. Il giovane si trovò dinanzi alla scelta di partire per l’Inghilterra e arruolarsi nelle forze francesi di liberazione, e con ciò abbandonare la madre, o restare con lei ed aiutarla a vivere. Egli si rendeva ben conto che questa donna non viveva che per lui, e che la sua partenza, e forse la sua morte, l’avrebbero precipitata nella disperazione. Altrettanto si rendeva conto del fatto che in fondo, concretamente, ogni atto rivolto alla madre aveva la sua efficacia, nel senso che aiutava costei a vivere, mentre qualsiasi atto egli compisse per andare a combattere sarebbe stato ambiguo, potendo anche insabbiarsi, e non servire a nulla: per esempio, partendo per l’Inghilterra attraverso la Spagna, egli avrebbe potuto restare indefinitamente internato in un campo di concentramento spagnolo; o magari, arrivando in Inghilterra o ad Algeri, finire relegato in un ufficio come scritturale. Per conseguenza egli si trovava di fronte a due possibili azioni assai diverse: l’una concreta, immediata, ma rivolta ad un solo individuo; l’altra rivolta a un grande numero di persone, ad un’intera nazione, ma proprio perciò molto meno determinata, di esito incerto e suscettibile d’interrompersi durante il suo corso.”

ALTERNATIVE

La domanda è: in situazioni estreme come queste, in cui si sia costretti a scegliere tra due valori moralmente forti, l’uno imposto da un interesse generale, ma appunto perciò concepito piuttosto che immediatamente vissuto – abbandonare la madre per difendere la patria – e l’altro imposto da un interesse particolare, ma esistenzialmente assoluto – rimanere accanto alla madre, a quale criterio ci si può appigliare per dirimere l’angoscioso dilemma e uscire ragionatamente dall’indecisione? Si può forse rispondere anche che in casi come questi non esistono criteri razionali di scelta .

SUGGERIMENTI

Scegliere di abbandonare la madre per correre in difesa della patria minacciata suppone l’idea che l’interesse generale è più importante di quello particolare. Misconoscere ciò, equivarrebbe a mandare in frantumi quel principio di solidarietà, su cui si fonda la possibilità dello “stato civile”, ed il cui riconoscimento è l’esistenza stessa del patto sociale. Scegliere invece di non allontanarsi dalla madre implica l’idea che non si possa lasciar morire chi ci ha dato la vita. Certo si ha il dovere di subordinare la propria vita al bene della società. Ma nessuno ha il diritto di disporre della vita di un altro essere umano, a lui oggettivamente affidato e da lui dipendente.

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